Lanterne per calendari

Lanterne rosse, impeto
©Carla Rigato, 2010

Lanterne per calendari
per metronomi battiti d’ali
uomini come simboli mobili
due virgole di sogni:

sono il filo più piccolo e più forte
della tua trama; la voce che ti chiama…

Ma
provo dentro me a placare il volo
nel vuoto del passato

quel mare freddocaldo di ricordi
col cuore negli estremi

di una storia lontana
e di un uomo che mi ama.

Sono piene anche le mie mani
di vele bianche
rosse lanterne i versi
ali di gabbiani.

 

 

A tempo di luce

Luce e suono scandiscono il tempo-nontempo della poesia e ne disegnano i ritmi: la parola è unità di misura precisa e fragile del cangiante vissuto umano.

Annunciazione

Virgin and Child
©Boccaccio Boccaccino, 1510s

Ali danzano
intorno al tuo stupore,

la fiumana dei secoli
s’affaccia
sull’alba del tuo volto

scorre
fra le tue mani.

Ma cosa fissa
assorto
il tuo sguardo

lontano?

 

 

Mater

Non l’aria sfiorata da ali sovrannaturali o la missione stupefacente appena annunciata, non la venerazione ininterrotta dei secoli futuri o lo sguardo divino che l’accarezza dall’eternità, ma il figlio subito accolto e amato, il figlio dal destino sublime e tragico occupa il cuore, i pensieri e lo sguardo di lei, improvvisamente madre, e per sempre.

Chiara d’Assisi

Fratello Sole, Sorella Luna
Fratello Sole, Sorella Luna (1971) di F. Zeffirelli

Chiara, luce che brucia
nella notte di coraggio,

canto pianto
miracolo tormento,

Chiara crudele e santa
fraterna solitaria,

radice di quercia
taciturna corolla,

Chiara, gentile profumo
infinito
di pane e di luna

 

Assisi
(A Chiara e Francesco)

Il fruscio della luna
fra i tuoi alberi,

sereni i sassi
e i cuori.

Al nuovo sole
piedi scalzi
in cammino
fanno girare il mondo.

 

 

A piedi nudi

Tutto è semplice, dolce e sereno nella luce silenziosa e amicale; i passi nudi non fanno rumore, ma lasciano il segno.

Il femminicidio, le mode e gli eroi… tra “realtà” e rappresentazione mediatica

Ragazza allo specchio
©Pablo Picasso, 1932

Si ritiene vero solo quello che attraversa uno schermo televisivo, ciò che viene messo in circolo nella moda. Per moda non intendo assolutamente qualcosa di ristretto e di relegato al vestiario, ma, al contrario, qualcosa che clona la maniera di esistere di ciascuno attraverso un evento mediatico che si trasforma in uno stile di vita per un certo tempo.
Il femminicidio è una realtà oppure un evento mediatico? Il femminicidio è l’uno e l’altro. Allora perché non se ne parlava prima, anzi si taceva come si tace adesso per certe cose altrettanto importanti, ma di cui non se ne sa nulla?
Perché non importa a nessuno delle tragedie umane, ma solo delle mode: il femminicidio mediatico è qualcosa di diverso, si tratta di un oggetto di consumo che si scambia, ovunque, e si propaga come un fantasma imposto dal potere dei mezzi di pseudoinformazione di massa. Il femminicidio nella realtà è un dramma della donna che continua ad esserci, ma separato da questa informazione modale che sa solo di consumo. Si tratta di due realtà parallele, l’una sganciata dall’altra.
Se proponevo il femminicidio anni fa nessuno avrebbe preso in considerazione l’oggetto, oggi tutti vogliono parlare di questo argomento, perché il pensiero sociale è clonato. Se vuoi parlare di un fenomeno sociale che è molto gravoso ma non contemplato dai mezzi di pseudoinformazione di massa, nessuno lo prende in considerazione.
C’è una differenza sostanziale tra il silenzio e la negazione; il primo caso è sinonimo di disconferma del messaggio, di totale indifferenza, nel secondo si tratta della sua negazione. Negare vuol dire sempre considerare, anche se l’enunciato preso di mira viene considerato falso. Il primo caso è il peggiore di tutti, giacché non si considera per nulla.
Oggi siamo in una dittatura, perché la libertà, la libera espressione è messa sotto i piedi, la cultura, la conoscenza viene piegata alla volontà del mercato. La tomba di un grande compositore – Riccardo Casalaina – si sta spaccando nel cimitero di Milazzo (Messina) in quanto due arbusti crescendo con le radici ci stanno bene pensando, nessuno, proprio nessuno fa nulla. Non è un evento mediatico, quindi non esiste.
Ho realizzato un video che segnala questa urgenza, ma tutto continua a tacere.
Per questo motivo sono molto scettico e considero disastroso questo periodo storico, capisco che non cavalco nessun abbigliamento culturale, come fanno tanti furbetti che, utilizzando le mode sociali, proclamano eventi che alla fine si ricircolano nelle mode.

Il silenzio della donna

Bambina alla porta
©Angelo Monico, 1944-1945

Il silenzio della donna
è la sua chiave,
ciò che solo, in essa, va osservato
ed auscultato, come medici
allo stetoscopio, per scoprirne
il linguaggio di segreti.
È un cono d’ombra
in cui l’uomo viene sorpreso
invariabilmente, ineludibile,
ma non temuto,
come un’eclisse
che gli astronomi attendono
per studiare il sole
dalla sua assenza.

 

 

Studio infinito

Questi versi ci riconciliano con il significato originario dello studium latino… in una tensione di luce lirica che accosta e ricrea spazi di silenzi e segreti, a rendere nel chiaroscuro d’un canto il battito “cosmico” del cuore umano. (M.R.I.)